domenica 7 giugno 2009

Le pagelle: BRUNO PIETERS SPRING SUMMER 2009



Boccoli biondi, occhiali alla lord inglese, viso appuntito, eleganza del gesto… Bruno Pieters è il principe azzurro che ogni principessa aspetta… certo, se la principessa che lo attende è come la donna che ha pensato per quest’estate… beh, meglio giungere al galoppo armati di mazza chiodata e rivoltella.
Fredda, freddissima, la sua donna corvo, in gramaglie, falca il caldo torrenziale di agosto, con tagli severissimi e tinte nero profondissimo… un lutto profondo si appollaia sulle spalle di questa bambola post moderna profondamente intellettuale, forte, forse troppo rigorosa… che non lascia spazio a sentimentalismi, a nessun tipo di romanticismo. Efferata quanto un becchino si lascia fagocitare da short pants dalla vita altissima, giacche tagliate quasi a bolero interrotte da incisure e soluzioni alla maschile che accentuano un’androginia, che nel marchio, è già molto presente.
Alla faccia dei diavoli che vestono Prada: il diavolo vero veste Bruno Pieters.
Manca sicuramente di qualcosa, forse di quel calore che la morbidezza del taglio conferisce ad una collezione… qui tutto è talmente tagliente che si rischia di lasciarci un arto: un pezzo di gamba, una mano, un piede… come se niente fosse!
Un cinque perché ne apprezzo, comunque, lo spirito contemporaneo e la ricerca di una forma che va al di là del corpo.

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