Ormai si pensa già a chi potrebbe essere il nuovo direttore artistico della Alexander McQueen. Visto e considerato che Ridge è alla Forrester io contemplerei l'opportunità di salvare Olivier Theyskens dalla cassa integrazione.
Ero via per lavoro quando l'ho saputo e non avevo accesso ad internet. Parlando con amici/collaboratori siamo tutti giunti all'idea che questo settore a dispetto di chi guarda da fuori, non e' per niente leggero. Lo stress e' sempre alle stelle, bisogna subire critiche, compromessi, un giorno ti adorano il giorno dopo sei incapace e se per caso hai un blocco creativo( possono essere vari i motivi) sei finito. Inoltre si e' circondati spesso da personaggi volgari e incompetenti...insomma non e'il mondo delle paillettes e lustrini che spesso appare. Puo' venir voglia di mollare tutto ma quando poi il lavoro e' la tua vita...in piu' i problemi personali familiari , l'uso di qualche droga che certo non aiuta la depressione...insomma io lo capisco McQueen.
Per Le_Robert e Dudù: Io ci sto, comincio già ad infervorarmi...
Invece io non ho nessun nome da fare. Mi sembra che il mondo onirico di McQueen fosse talmente personale, talmente artistico che chiunque prenderà il suo posto, porterà avanti la maison, ma non la sua poetica, non il suo percorso.
Vabè, s questo concordiamo anche noi... ma ci sarà pure qualcuno che meglio degli altri saprà, secondo te, portare avanti la maison, anche con una cifra stilistica diversa? Ovvio che c'è... c'è sempre qualcuno.
D'accordissimo, sarebbe l'unica eredità possibile per far soppravivere un sogno... e Theyskens senza un impiego non può proprio essere... ma comunque il cinismo di occuparsi già della successione mi lascia un po perplessa...
Non si tratta di cinismo Rv ma di una domanda legittima che ognuno penso si sia posto... anche perchè è sempre difficile lasciar andare via un sogno, ci si aggrappa a tutto il resto pur di non vederlo in frantumi. D'altronde, non conoscendo personalmente McQueen, non posso essere legato alla sua figura, posso stimarlo in quanto artista ed essere triste principalmente per quella dimensione meravigliosa che ha saputo creare e che ora si è spezzata per sempre, per quella cifra stilistica che non avrà più modo di trovare un'alternativa simile, altrettanto valida. Per McQueen/individuo posso provare un pietismo generale in quanto uomo che se ne va ma ad oggi quel pietismo è già scomparso, muoiono persone ogni giorno nel mondo. Se un artista ha avuto almeno un pò di peso nell'esistenza di qualcuno penso sia normale che quel qualcuno si metta a pensare, dopo un fatto del genere, a come mantenere ancora vivo il calore che quell'esistenza ha emanato... è quasi fisiologico, profondamente natuale. D'altronde quella maison per lui è stata la sua creatura e se un padre muore penso sia normale farsi delle domande sul futuro dei suoi figli... mi sembra civile. Non si tratta del totocalcio.
Gareth Pugh? E la poesia? Quello fa solo vestiti per punk e ci aggiunge qualche trovata pubblicitaria... qualche penna di corvo, gli occhi bistrati... no no... è acerbissimo e stopposo. Meglio Theyskens, ha una visione più dolce, neoromantica... e in quel contesto potrebbe esprimersi come si deve.
Concordo con Dudù riguardo a Pugh. Però non dobbiamo ragionare soltanto pensando ai già conosciuti. Magari accanto a lui, stava lavorando qualcuno molto talentuoso, capace addirittura di proseguire il suo percorso. Ci sono esempi di stilisti "coltivati" all'interno delle maison e poi chiamati a dirigerle: Giannini, Facchinetti, Ghiuli e Piggioli (oddio non mi ricordo il nome esatto!)....... Oppure talenti conosciuti agli addetti ai lavori e chiamati a lavorare tipo Paglialunga... Chissà!
Ahahha! Giusto, ce l'avevo sulla punta della lingua ma non mi veniva in mente. Comunque questa "Sciuri" a Monella Vagabonda, sta facendo un ottimo lavoro.
Giusto Le_Robert, sono d'accordo con te, però mi permetto di dire che la tua analisi non è completa. La sua ispirazione ha un raggio molto più ampio e sfaccettato: è quasi una parabola (non di sky) che parte da Rocco Barocco, prosegue verso Issey Miyake per completarsi nell'avanguardia sexy di Seduzioni Diamond's. Per le calzature, secondo me, il riferimento è limpido: Valleverde. Buona Domenica (anche senza la D'Urso)
credo che Antonio Marras possa essere un degno erede. li ho sempre torvati molto simili, entrambi alla continua ricerca di storie da raccontare, con la voglia di far rivivere cose considerate, ormai, morte. Marras è sicuramente meno inquieto e cupo ma capace di rendere la moda poesia
Ero via per lavoro quando l'ho saputo e non avevo accesso ad internet.
RispondiEliminaParlando con amici/collaboratori siamo tutti giunti all'idea che questo settore a dispetto di chi guarda da fuori, non e' per niente leggero.
Lo stress e' sempre alle stelle, bisogna subire critiche, compromessi, un giorno ti adorano il giorno dopo sei incapace e se per caso hai un blocco creativo( possono essere vari i motivi) sei finito. Inoltre si e' circondati spesso da personaggi volgari e incompetenti...insomma non e'il mondo delle paillettes e lustrini che spesso appare.
Puo' venir voglia di mollare tutto ma quando poi il lavoro e' la tua vita...in piu' i problemi personali familiari , l'uso di qualche droga che certo non aiuta la depressione...insomma io lo capisco McQueen.
Io voto per Ridge qui e Theyskens alla Forrester.
E' triste che parta cosi' subito il toto successore.
RispondiEliminaIo pero' avrei un erede per Alexander McQueen:
IO!!!!
Si e Nina Ricci poi? Dubito sinceramente... Piuttosto Hedi Slimane?
RispondiElimina@Anonimo: Nina Ricci? E mica Theyskens sta a Nina Ricci... A Niana Ricci c'è Peter Copping
RispondiElimina@LeRobert... anch'io ce l'avrei LeRobert... AF ma non nominiamo il nome di dio invano... o era Ivano?
@Fred: SI, ottima trovata... con quei capelli lunghi farebbe la fortuna di beautiful
Si', Ivano quello della vodcka.
RispondiEliminaBeh Dudu' potremmo creare un nuovo duo!
Cosi' Ale ne avrebbe un altro da criticare!
Comunque Hedi Slimane?
Beh direi prorpio di no!
Oliver!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaPer Le_Robert e Dudù:
RispondiEliminaIo ci sto, comincio già ad infervorarmi...
Invece io non ho nessun nome da fare. Mi sembra che il mondo onirico di McQueen fosse talmente personale, talmente artistico che chiunque prenderà il suo posto, porterà avanti la maison, ma non la sua poetica, non il suo percorso.
Vabè, s questo concordiamo anche noi... ma ci sarà pure qualcuno che meglio degli altri saprà, secondo te, portare avanti la maison, anche con una cifra stilistica diversa? Ovvio che c'è... c'è sempre qualcuno.
RispondiEliminaD'accordissimo, sarebbe l'unica eredità possibile per far soppravivere un sogno... e Theyskens senza un impiego non può proprio essere... ma comunque il cinismo di occuparsi già della successione mi lascia un po perplessa...
RispondiEliminaNon si tratta di cinismo Rv ma di una domanda legittima che ognuno penso si sia posto... anche perchè è sempre difficile lasciar andare via un sogno, ci si aggrappa a tutto il resto pur di non vederlo in frantumi. D'altronde, non conoscendo personalmente McQueen, non posso essere legato alla sua figura, posso stimarlo in quanto artista ed essere triste principalmente per quella dimensione meravigliosa che ha saputo creare e che ora si è spezzata per sempre, per quella cifra stilistica che non avrà più modo di trovare un'alternativa simile, altrettanto valida. Per McQueen/individuo posso provare un pietismo generale in quanto uomo che se ne va ma ad oggi quel pietismo è già scomparso, muoiono persone ogni giorno nel mondo. Se un artista ha avuto almeno un pò di peso nell'esistenza di qualcuno penso sia normale che quel qualcuno si metta a pensare, dopo un fatto del genere, a come mantenere ancora vivo il calore che quell'esistenza ha emanato... è quasi fisiologico, profondamente natuale. D'altronde quella maison per lui è stata la sua creatura e se un padre muore penso sia normale farsi delle domande sul futuro dei suoi figli... mi sembra civile. Non si tratta del totocalcio.
RispondiElimina...
RispondiEliminala facchinetti!!!
Solo uno può avvicinarsi sputando sangue...Gareth Pugh...per tensione e visione creativa...gli altri mi sembrano inopportuni melensi e sciatti...
RispondiEliminaGiano
Gareth Pugh? E la poesia? Quello fa solo vestiti per punk e ci aggiunge qualche trovata pubblicitaria... qualche penna di corvo, gli occhi bistrati... no no... è acerbissimo e stopposo. Meglio Theyskens, ha una visione più dolce, neoromantica... e in quel contesto potrebbe esprimersi come si deve.
RispondiEliminaConcordo con Dudù riguardo a Pugh.
RispondiEliminaPerò non dobbiamo ragionare soltanto pensando ai già conosciuti. Magari accanto a lui, stava lavorando qualcuno molto talentuoso, capace addirittura di proseguire il suo percorso. Ci sono esempi di stilisti "coltivati" all'interno delle maison e poi chiamati a dirigerle: Giannini, Facchinetti, Ghiuli e Piggioli (oddio non mi ricordo il nome esatto!).......
Oppure talenti conosciuti agli addetti ai lavori e chiamati a lavorare tipo Paglialunga...
Chissà!
Bravo ale.... comunque nil nome non è ghiuli ma Sciuri... come la canzone... sciuri sciuri sciuri di tuttu l'annu la lllalllalllà....
RispondiEliminaAhahha! Giusto, ce l'avevo sulla punta della lingua ma non mi veniva in mente.
RispondiEliminaComunque questa "Sciuri" a Monella Vagabonda, sta facendo un ottimo lavoro.
E poi si è molto ispirata alla grande lezione di Elie S.A.B. (società autotrasporti bergamo) dalla Rams!
RispondiEliminaGiusto Le_Robert, sono d'accordo con te, però mi permetto di dire che la tua analisi non è completa. La sua ispirazione ha un raggio molto più ampio e sfaccettato: è quasi una parabola (non di sky) che parte da Rocco Barocco, prosegue verso Issey Miyake per completarsi nell'avanguardia sexy di Seduzioni Diamond's. Per le calzature, secondo me, il riferimento è limpido: Valleverde.
RispondiEliminaBuona Domenica (anche senza la D'Urso)
certo ale hai un chiodo fisso anche quando si parla di altro ci metti in mezzo CHIURI E PICCIOLI ....
RispondiEliminacredo che Antonio Marras possa essere un degno erede. li ho sempre torvati molto simili, entrambi alla continua ricerca di storie da raccontare, con la voglia di far rivivere cose considerate, ormai, morte. Marras è sicuramente meno inquieto e cupo ma capace di rendere la moda poesia
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