domenica 31 ottobre 2010

Il giorno dei vivi

Il giorno dei morti è il giorno dei vivi.
Ci si apre al ricordo.
Il cimitero del mio paese è una testa di spillo, un corridoio centrale sutura la parte vecchia alla parte nuova. Quest'anno era incredibilmente pieno di crisantemi.
Mi piace frequentare i cimiteri...paradossalmente la morte riporta alla vita. Ogni cimitero è una storia: un album di figurine che si compone in corsivo su un foglio di tempo che si completa negli anni in un racconto. 1877... Cardigliano Maria, un vecchia vestita da ombra, in piedi, sfiora un tavolino con la mano: forse è la prima volta che la noto nonostante da qui ci sia passato mille volte. 1893... è invece una signora che "abita" il loculo sotto quelli dei miei nonni paterni. La foto è inserita in una cornicetta in silver appesa al marmo della lapide come un quadro sulla parete di un salotto. Ogni volta che i miei mi accompagnavano a fare visita ai nonni lei era li ad aspettarci... ci guardava da quel loculo, io la salutavo giocando con la sua cornice.
L'ho fatto ancora.
Le rose sono di plastica, gli ultimi fiori di polvere... glieli porta il tempo... che passa.
Forse nessuno si ricorda più di lei, qualcuno la cancella. Ancora qualcosa di suo rimane... come una foglia di castagno rattrappita.
La festa dei morti è una festa per i vivi... serve alla vita. La morte non ha fiori da regalare.. e quando li regala sono polvere.

2 commenti:

  1. SACROSANTA VERITA'DUDù!
    "...Le rose sono di plastica,gli ultimi fiori di polvere... glieli porta il tempo... che passa."
    ...IO,RESTO COME IPNOTIZZATO ED ANCHE COMMOSSO.

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