domenica 17 ottobre 2010

Le pagelle: COMME DES GARçONS SPRING SUMMER 2011


Una conventicola di donne erranti in un notturno claustrofobico, una pericoresi sorta attorno ad un concetto preciso: andare oltre la semplice funzionalità.
E' un terra di mezzo quella di Rei Kawakubo, quella dell'intesa e della contesa, della dualità, del doppio che si ripercuote ovunque come un flagello. Il capo si sdoppia, ha una doppia risposta che viene indossata e al contempo sostenuta sulle spalle, esso ha un'eco che si ripete due o tre volte creando un'appendice che spesso è speculare alla sezione indossata. Un dualismo che si drammatizza anche nelle tinte, nella detonazione che il bianco attiva bruciando accanto al nero, nei cappotti indossati come grandi sciarpe, nei panni accatastati sulle spalle come cenci abbandonati su di un attaccapanni, sul corpo attraversato come da una morsa da bande trasversali di pelle nera. Deliziosa, un ponte lanciato verso un nuovo modo di concepire il capo e il guardaroba. Il gamete di Rei Kawakubo dimostra ora più che mai la sua abilità germinale palesando una grande sensibilità e un fiuto stupefacente che oltrepassano il semplice anticipare la tendenza fecondando il territorio-moda con idee nuovissime dal grande spessore artistico. Una lode.

2 commenti:

  1. D'accordissimo. Quando la moda stringe alleanze con la psichiatria c'è tutto da guadagnare (come la mia sfilata McQueen preferita, quella del manicomio)...

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  2. mhmmm che bellissimi ricordi...

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