sabato 14 maggio 2011

ODE TO COUTURE... by Nick Knight for V #71 Summer 2011 with Ming Xi









Styling: Jonathan Kaye

9 commenti:

  1. certo
    si vedessero gli abiti sarebbe già un punto a favore delle foto

    non ha senso fare degli scatti che hanno come ARGOMENTO la "couture"...per poi partorie queste immagini che hanno la presunzione di essere qualcosa di artistico, ma che di fatto sono solo delle FOTO SFOCATE ed eccssivamente "MOSSE"...
    bocciate...

    potenzialmente molto, ma molto belle...di fatto ROVINATE
    marco

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  2. Deliziose, non concordo. Io le trovo sonore... riesco quasi a sentire ogni fruscio. Chi è che determina il senso di una cosa? Per vedere gli abiti come da catalogo esistono i siti specifici con immagini e video ad alta risoluzione... per sognare un pò ed emozionarsi con delle bellissime immagini ed un singolare punto di vista c'è Knight.

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  3. si quello che dici è vero ma tra risoluzione didascalica da catalogo e scie di colore indistinte ci sono mille vie di mezzo..

    in questo servizio solo la prima foto restituisce il senso quasi introspettivo dell'abito , pur nella sua forte, diciamo, VIBRAZIONE...
    per il resto..mi permetto di dissentire...knight ha fatto di meglio..

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  4. Mah. non capisco perchè una foto debba restituire l'abito... per me l'abito può diventare solo il pretesto per costruire cose diverse... anche incomprensibili... macchie o rumori. Non è la moda che si serve dell'arte della fotografia ma è la fotografia che deve servirsi della moda. Poi tutto dipende da cosa uno si aspetta da un servizio fotografico... io non mi aspetto nulla... guardo e basta... e se c'è da emozionarmi mi emoziono... che dietro ci sia un abito o un pila di panni sporchi. Il titolo di un servizio a volte è solo l'eco di qualcosa che alla fotografia stessa non serve.

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  5. Tendenzialmente sono d'accordo con Dudù, però visto che non si tratta di foto artistiche in generale, ma sono dei sevizi fotografici di moda, molto spesso fatti per giornali di moda, io mi aspetto che gli abiti -pur nella più libera interpretazione del fotografo- siano allo stesso tempo il punto di partenza e di arrivo degli scatti.
    Il mio discorso è generale e non riferito al servizio di questo post, che trovo meraviglioso.
    Ho prsso spunto dai commenti di marco e di Dudù, per dire che a volte, sulle riviste di moda, viene fotografato soltanto l'ego del fotografo.

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  6. Dimenticavo:
    Dudù, ma Knight, per questo servizio, ha preso spunto dai tuoi scatti?

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  7. Io non l'ho detto (ma forse l'ho pensato)...

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  8. Io, giuro, non mi aspetto mai nulla da un servizio. La couture può essere un punto di partenza e di non ritorno... o il pretesto per realizzare, come in questo caso, macchie di colore, ectoplasmi. Spesso la moda prende in prestito dal mondo dell'arte nomi prestigiosi che non necessariamente, visti i temi trattati dalle riviste, devono piegarsi ai loro stilemi o realizzare dei prodotti fruibili da tutti. Detesto le foto didascaliche come quelle parafrastiche, quelle che devono mantenersi necessariamente in bilico tra la creazione e il racconto. Le impression di un fotografo non vanno mai spiegate, devono volare in lato. Chi può comprendere le comprenda e ne tragga giovamento... chi non ci riesce passi avanti. E' un servizio meraviglioso... che basta a se stesso... che non parla di vestiti ma li racconta dando loro un senso... quello del costituire una visione. Io rabbrividisco.

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