sabato 8 settembre 2012

Le pagelle: HELMUT LANG SPRING SUMMER 2013


Dicono che sia il mare il concetto generatore di questa collezione disegnata da Michael e Nicole Colovos... un mare che si riduce ad una conchetta di blu e verde marino per essere poi affidato a tutta una serie di materiali traslucidi, alle trasparenze di alcuni tessuti, ai toni sabbia e aragosta. Più che di mare sa di sputo... uno di quelli che riempierebbe uno stagno in una strada di campagna. Non è sicuramente l'idea il punto forte di questa collezione che trova giovamento nelle proporzioni slim VS over, cutting edge VS soft & plump, opaco VS trasparente-traslucido, che traghettano la collezione verso soluzioni dinamiche, atletiche, sportive. Canotte leggere, in stile Adidas, rese ricercate da intermezzi trasparenti inseriti in un color block acceso, ridondante, quasi matematico, mentre il cavallo del pantalone, frusciante e al polpaccio, scende, diventa setoso e lucido come una membrana. E ancora righe verticali in alternanza blu-nero, rosso-nero, in stile tenda Tempotest e pattern floreali e marini. Deliziose le giacche in pelle, taglienti, affilate, senza collo, le maglie leggerissime, rasate, contrastate con colori acquosi  e con inserti a pinna... un pò meno la stampa crostaceo (l'astice funziona meglio in un piatto che su una maglietta) e le maglie a rete effetto Sampei. Tante idee... tanti capi... ma anche tanto deja vu! Nel complesso è un 7!

3 commenti:

  1. Lo stile "tenda Tempotest" mi fa sorridere! La collezione nel suo complesso non mi sembra spiccare, è tutto visto e rivisto! Speriamo nella prossima. Ottimo post!!!

    Un abbraccio, Ladyfairy

    www.ladyfairy-scloset.blogspot.com

    RispondiElimina
  2. Ok, non è male, c'è una certa attenzione per i materiali, alcune proporzioni...ma il problema è che (al di là dello scopiazzamento in qualche outfit di Proenza) se mi dicessero che questa collezione è di Rag & Bone ci crederei, così come se mi dicessero di BCBG e così via...(Jason WU no, non ci sono abbastanza frociate e scopiazzate da Vale!). Forse è il problema di gran parte della NYfashionweek che, tolti quei due tre nomi (Proenza, Wang [alexander, sia chiaro!], Calvin by Costa..) è animata dalla fuffa, da cose carine, trendy (che termine orribile!), ma che ti dimentichi subito come la trama di una qualsiasi puntata accazzo di beautiful.

    robs

    RispondiElimina