giovedì 3 marzo 2011

Christophe Decarnin ha un esaurimento nervoso


Christophe Decarnin, il designer di Balmain, è stato ricoverato nel gennaio scorso in un ospedale fisiatrico. Un esaurimento nervoso non gli ha permesso di partecipare allo show di questo pomeriggio a Parigi per presentare la FW 2011.12.
E' scomparso un giorno di metà gennaio. Poco dopo, è stato annunciato ai dipendenti che non sarebbe tornato. Mah... un flagello si abbatte su Parigi? Ora manca che ci dicano che Alber Elbaz è stato stuprato da un giovane efebo di Marsiglia con una matita appuntita n° 2.

Balenciaga Fall Winter 2011 2012 Accessories (Bags and Shoes)




Le pagelle: BALENCIAGA FALL WINTER 2011 2012


Con una giustissima evoluzione della Spring Summer 2011 Ghesquiere ritorna a far parlare di se deliziandoci con una collezione giocata tutta su elementi sporty, dal rugby all'hockey, che caratterizzano la ferma ampiezza dei volumi a carapace, rigidi come scorza d'uovo, nei cappotti, nelle giacche e nelle felpe di neoprene imbottito.
La stampa floreale è usata in modo funzionale: annoverata nell'outfit crea effetti stridenti, così come l'elemento rete sovrapposto a superfici white, in un mix che crea contrasti con gli elementi dichiaratamente sportivi. Il vestito è un foulard che percorre con una spina dorsale zigzagante tutta la silhouette scoprendosi con superfici trasparenti che lasciano scoperte le spalle o appasantendosi negli orli delle gonne con bande di vinile asimmetrico cucito sul profilo. Deliziose le giacche di tubolari di vinile intrecciati come fossero maglia, anche nella versione smanicata, che ammorbidiscono otticamente l'outfit, spesso totalmente aperto, scandito da geometrie colorate, come le costine di maglia su tessuto stampato, e tagli rovesciati e precisi. Bellissima, interessantissima come sempre ma meno caratterizzata: l'evoluzione dovuta alla precedente collezione. Un 9.

Le pagelle: FELICITY BROWN FALL WINTER 2011 2012


Felicity Brown, nuova leva della fashionweek londinese, continua le sue escursioni sul territorio forma con una collezione ispirata al teatro, alle sue forme più intime, al costume di scena che, aperto, si lascia scrutare dagli occhi indiscreti dei curiosi rivelando strati e spessori sedimentati attorno ad un'anima terribilmente romantica. Un disordine equilibrato disegnato come un soffio che scompone una corolla di petali di seta sfumati, una corona di pistilli nastriformi di cotone: ruches aggrovigliate che rivelano suggestioni altamente drammatiche .

Se l'arte di Fontana si fondava sulla chirurgia di un taglio quella di Felicity sull'immediatezza quasi sonora di uno strappo capace di rivelare lo scheletro delle cose. Tutto è un poesia scritta per scoprire cosa resta dopo lo spettacolo, quando i rilfettori si spengono e i fantocci di scena rimango appesi alle pareti, riposti nei bauli, in attesa di essere nuovamenti animati. Terribile, da far piangere. Un 10.

Iris van Herpen X United Nude Crystallization


Ora potrei anche morire...

Le pagelle: ROCHAS FALL WINTER 2011 2012


Rochas e il linguaggio raffinato di Zanini, anticonvenzionale e anticoncettuale: più che una collezione un vero e proprio styling. A volte soprende con il kitsch anni 60 a volte con la raffinatezza degli accostamenti, come in questa nuova esperienza, dove elementi di astrakan si mescolano a sete meravigliosamente stampate, a sobri animalier e a tinte neve, rosa gommoso, grigio nevischio e blu. La silhouette più che costruita è organizzata, ora con maglioncini abbinati a guanti a mezzo braccio e gonnelline pieghettate di tessuto jacquard ora con enormi paltò (la parte più deliziosa della collezione assieme alle meravigliose sete stampate con motivi jungle) che rendono goffa ma irresistibilmente moderna la figura.
Siamo sempre al limite col retrò, con lo styling realizzato attingendo ai bauli della mamma o della nonna, ma considerando come punto più alto mai toccato da Zanini la sua Spring Summer 2010 questa collezione sembra solo una delle sue innumerevoli prove destinate ad essere molto presto dimenticate. Mancano un bel pò di carattere e una buona idea: un 6 e mezzo.

Le pagelle: GARETH PUGH FALL WINTER 2011 2012


Dici Gareth Pugh e dici tutto... è come venire in Italia e dire Maria De Filippi o Bunga Bunga... il 70 % delle persone adorono entrambe le cose e sono iscritti al loro fan site... la restante parte, che in apparenza li odia, sotto sotto li sostiene ma dietro un prudente nickname. Gareth Pugh è così, non puoi amarlo o odiarlo perchè c'è sempre qualcosa che ti affascina, un capo che sotto sotto ti porta a pensare "Cavolo, quello però lo indosserei" anche se pesi 200 kg e hai il coraggio di andartene in giro su un motorino della Piaggio ingolfato.
Silhouete affilate, alla coltello Shogun, di quelle che tagliano indifferentemente pane, pesce e carne come carpaccio: ogni capo ha un profilo appuntito e verticale come pietra scheggiata.
Le superfici, specie nei cappotti, con cuciture usate in modo grafico sono un territorio scandito come in una macrofotografia scattata sul makadam arso dal sole: copertoni Michelin srolotati su corpi esangui ed emaciati. Couture la parte finale dove l'argento specchiante della collezione precedente si riscalda di tinte dorate con cappotti sarcofago che ricordano gli antichi tesori dell'Egitto e il sempreverde ed affascinante culto dei morti. Pugh ha un linguaggio proprio fatto di codici e silhouette precise che spesso si confondono con quelle considerate da Owens per poi riemergere con una personalità singolare e altamente definibile. Bella: un 8.

mercoledì 2 marzo 2011

Givenchy Haute Couture Presentation Spring Summer 2011 (Video)

Le pagelle: JIL SANDER FALL WINTER 2011 2012


Sulla stessa lunghezza d'onda della SS 2011 di cui riprende colori e alcune forme cocoon, i volumi aerei della collezione sono ricondotti ad una severità delle linee, meno morbide rispetto alla stagione precedente, e ad un'essenzialità degli intenti disarmante. I codici di Raf Simons per Jil Sander ci sono tutti: dai colori saturi, che raccontano le superfici fissandole retinicamente in geometrie precise, ai volumi sempre chirurgici che bandiscono le pesantezze delle decorazioni e delle eccessive lavorazioni dei tessuti che solo nella stampa floreale d'archivio raggiungono una vibrazione davvero interessante. Dalla testa piccola, incorniciata da cappelli e cuffiette, i volumi grondano sulle spalle, scese, per aprirsi a uovo o scendere lineari rappresi da una martingala oppure salgano, con slim pants ascellari impanati sotto giacchine corte dalle maniche a 3/4. Una delizia per esperti, perchè non è un frutto che piace a molti, ma rimane comunque più una riflessione che un vero e proprio passo avanti. Ci sono state collezioni di gran lunga migliori: un 7.

martedì 1 marzo 2011

Le pagelle: GIANFRANCO FERRE' FALL WINTER 2011 2012


C'erano una volta Aquilano e Rimondi... il loro periodo di 6267, la prima (meravigliosa) collezione per la maison Ferré, bianca, scultorea, luminosa.. un fuoco abbagliante che col passare del tempo sembra piano piano spegnersi. L'elemento scultoreo è un ricordo lontano, un tentativo smezzato nonostante la dichiarata ispirazione a Frank Lloyd Wright, l'architetto del secolo, che è apparentemente indigata nel primo outfit che apre la collezione per morire subito dopo nelle fome asciutte e fascianti di tutto ciò che segue. Un bel nitore quello dei cappotti bianchi che si alternano a capi opalescenti di seta, organza e tulle o addirittura metallizzati e brillanti come il lamé argenteo in un continuo rimando di luci e pallori che caratterizzano tutta la collezione. Un'eleganza neutra, ben sostenuta e mai glam, interessantissima nei capispalla (punto forte del duo) ma troppo varia e impersonale nelle soluzioni proposte che si discostano anche di molto le une dalle altre inficiando la collezione che rimane troppo poco compatta: l'idea iniziale così si stempera in tante piccole prove che sarebbero potute essere punto di partenza di nuove collezioni. Meglio della stagione precedente ma non bene per un duo che ha regalato collezioni meravigliose... sarà per i problemi che la maison ha dovuto affrontare prima che venisse acquistata dalla famiglia Sankari che alla domanda se gli stilisti sarebbe comunque rimasti gli stessi dopo l'acquisto ha risposto " We will see"... ce non è sicuramente di buon auspicio. Un grande augurio al duo con la speranza di una riconferma e di una nuova collezione che ricordi almeno nei fasti la prima per maison Ferré.

Dior licenzia Galliano

John dice: “Adoro Hitler” in inglese a delle persone sedute ad un tavolo a fianco del suo. "Delle persone come voi sarebbero morte. Le vostre madri, i vostri padri sarebbero tutti dei cazzo di morti asfissiati dal gas”,
Dior licenzia Galliano dopo l'episodio dei commenti razzisti e la diffusione di un video scandalo.
Finisce la luna di miele Dior/Galliano. La casa di moda francese ha infatti annunciato oggi il licenziamento definitivo dopo la denuncia alla Polizia secondo cui lo stilista avrebbe rivolto a una coppia commenti offensivi e antisemiti. Lo stilista britannico afferma inoltre di "adorare Hitler" in un video amatoriale diffuso sul sito web del “Sun” e registrato, secondo il giornale popolare inglese, in un caffè parigino

Le pagelle: PRADA FALL WINTER 2011 2012


Dalle linee pulite e fresca nelle intenzioni, Miuccia si allontana dal musical flamboyant della collezione precedente per qualcosa di più contemporaneo e corposo che non sia solo gioco e provocazione ma anche costruzione.
Un pò aviator la parte iniziale con cuffie e mascherine abbinate a coat dalle linee semplici (alla Miu Miu), leggermente svasati, e abiti con macro colli portati come cappotti con stampe grafiche, geometriche e guantini colorati. Deliziose le forme over ed essenziali dei cappotti di rettile, le maniche a 3/4 a tronco, gli abiti '60 con inserti di faux fur con abbottonatura laterale e bottoni a contrasto e i meravigliosi abiti di tulle e gazar di seta nei toni romantici, cipriati, del bianco, dell'azzurro e del beige rosato. Più ironica la parte finale, abbigliamento couture per swimming pool, realizzata con abitini di macro paillettes trasparenti sovrapposte abbinate a cuffiette effetto Paolo Limiti con sottogola. E' la Miuccia che ci mancava, quella che sa vedere oltre e costruire favole che non siano solo una semplice ma divertentissima barzelletta di stagione. Un 9.

Le pagelle: GIORGIO ARMANI FALL WINTER 2011 2012


Se di collezioni infinite parliamo quella di Giorgio Armani è quella che dura da più tempo. Ora soprende, ora disgusta, Giorgio è così, e questo non è un periodo propizio per la creazione. Nulla di nulla, solo scavi archeologici nell'archivio infinito di corsi e ricorsi armaniani... ritorna la gitana, l'iperdecorativismo romantico, le giacchine corte con fondo a pagoda chiuse da zip abbinate a pantaloni alla caviglia con risvolto. Per la sera frange e silhouette cocoon tempestate di paillettes, fiori, cristalli... l'abito è concepito come un magnete a cui tutto si attacca per un effetto discarica in cui ogni cosa si riversa senza tregua. Se la femme bleu della SS 2011 aveva centrato il segno questa donna rosa cipria lo manca di molto allontanandosi verso campi sterili ed elisi in cui la banalità va a braccetto con questo tipo di eleganza. Un 4 e mezzo.

Le pagelle: MARCO DE VINCENZO FALL WINTER 2011 2012


Marco De Vincenzo è un caso, molto spesso mi son chiesto come mai sia stato possibile per lui vincere Who is on Next... le sue collezioni sciatte, immediate, scarne, non mi hanno mai dato un'impressione positiva però ogni volta mi sembra di perdermi qualcosa, ogni volta mi sembra di non cogliere la sfumatura essenziale che mi permetta di oggettivare e capire le sue collezioni. Rimane comunque un caso isolato: in Italia, nel bene o nel male, non esiste un altro Marco De Vincenzo. Ha l'allure di una collezione americana, essenziale, legnosa, poco ricercata e quasi senza scopo... selvaggia e ossuta ricorda alcuni linguaggi di Berardi nelle silhouette e nell'immediatezza di alcune soluzioni. Pellicce, pelle ed elementi animalier, la costruzione e i capi sono acerbi come un'antilope nervosa, crudi come un erbivoro scuoiato anche negli spacchi sensuali profilati di kidassia che lasciano scoperte le cosce nude strette nelle autoreggenti. Un discorso interessante che a mio avviso rimane troppo superficiale ma non vorrei che fosse proprio questa la forza di De Vincenzo. Una sufficienza.

Le pagelle: DOLCE & GABBANA FALL WINTER 2011 2012


Dopo Sicilia N°1, Sicilia N°2, Sicilia N°3, Sicilia N°4... ecco Sicilia N°5. Avete ancora bisogno di Sicilia? Uno stile scanzonato da giovanotto palermitano, per gli amici Picciotto, a zonzo sulla passerella con pantaloni garçon, giacca smanicata, gilet, camicia bianca, stringate e calzino che fa capolino da sotto la gamba del pantalone tenuto leggermente corto si alterna ad una Barbie Polvere di Stelle agli agrumi di Sicilia... con silhouette fascianti e tubini neri bustier: i pois della precedente collezione diventano micro stelle che s'accendono sullo chiffon accanto a pizzi e pellicce. Stelle e note musicali anche per le scarpe e le borse che diventano tastiere e pentagrammi che in mancanza di idee più composite rendono la collezione varia e simpatica. Belli gli abiti finali tempestati di cristalli, un'eco couture di leggings e gonne di paillettes, e gli accessori come le borse (immancabile la Miss Sicily ormai segno distintivo del brand), gli occhiali geometrici, gli elementi in plexiglass e soprattutto la parte più sartoriale della collezione, quella di cappotti e giacche colorate doppiopetto tenute over sulle spalle. Il resto è la propaggine di una collezione infinita che dura da parecchie stagioni e che fondmentalmente ha stancato. Stelline al posto dei pois della SS 2011 e, nell'animalier, tigrato al posto del leopardato: no, non va. Un 5 e mezzo.