lunedì 7 marzo 2011

Le pagelle: STELLA MCCARTNEY FALL WINTER 2011 2012


Oro, una Stella totalmente d'oro con i suoi cappotti lingotto dalle maniche a cannuccia e le sue stampe domopack trompe l'oeil di lamine dorate e argentate accartocciate su se stesse. Spalle a stampella per il giorno e per la sera con caban ampi e sagomati effetto scatola e smoking blazer abbinati a trasparenze cosparse di pois a contrasto, bianco su bianco o nero su nero, realizzano un gradiente tattoo suggestivo ma non nuovo. Come sempre il capo pilota della collezione è il capospalla riproposto in salse e colori diversi, dall'immancabile nero al bianco passando per l'oro, e il tubino sagomato che ridisegna la silhoette con effetti cut-out da panterona in gabbia. Bellissimo gold appeal e interessantissima la profusione di stampe deliziosamente ottiche che rendono la collezione nuova e piacevole ma in modo altalenante per poi ritornare nel deja vu e nel semplice for sale. Un 7.

New Look Collage: Antonio Berardi-Givenchy


Snow
on the asphalt


Jacket: Antonio Berardi FW 2011.12
Skirt and shoes: Givenchy FW 2011.12

Le pagelle: GIVENCHY FALL WINTER 2011 2012


Grande svolta nel womenswear di Givenchy diretto da Riccardo Tisci che riconduce l'ispirazione dell'ultima collezione maschile nell'universo femminile con una carica elettrica ad alto voltaggio.
Metropolitana, forte, lascia il racconto alle stampe: rottweiler, orchidee e pin-up realizzano una grandissima vibrazione sui tessuti al limite con la tradizione costumistica tradizionale slovacca o serbo croata. Una collezione d'attacco dalla grande personalità che palesa un carattere altamente identificabile (che farà incetta di editoriali), iconico, grazie ad un tema attuale, quello della violenza, sviluppato con feticismo in ogni outfit. L'elemento sadomaso della sottogonna di nylon (deliziosa) caratterizza tutti i capi finali e spesso è abbinato con naturalezza a felpe, chiodi di vernice nera, camicie e vestiti da bambolina souvenir acquistata fuori porta. Per uno stile più prezioso applicazioni di pietre colorate e cristalli su camicie e maglioncini: una pioggerella leggera di bagliori per chi preferisce una femminilità più tranquilla.
Una collezione mordi e fuggi, immediata, fresca... una cesura necessaria ma meno suggestiva e di minor spessore rispetto al solito. Un 6 e mezzo.

Le pagelle: CELINE FALL WINTER 2011 2012


Phoebe Philo è una di quelle designer che ha rivoluzionato la fashionweek parigina e il fashion system delle ultime stagioni portando il marchio Celine in una densità mai vista prima calamitando l'attenzione dei media specifici come fa il miele con gli orsi. Un capo Celine nasce per essere visto dal vivo: più di ogni altro marchio ora in circolazione un capo Celine vive del dettaglio che lo caratterizza, o di quello che manca, delle geometrie lasciate crude, del rigore delle forme come un Le Corbusier contemporaneo con le sue desiderabilissime scatole da abitare.
Il capospalla è strutturato e rigoroso, lasciato vivo e croccante come una patatina San Carlo alla paprika è color zafferano o caramello, bruno o nero, le giacche invece hanno spalle piccole e vite strette e sono tenute su visoni sfoderati caffè o grigio perla. Deliziosi i motivi corteccia (già visti per la SS 2011 di Rodarte) usati per pantaloni, top (abbinati a dolce vita rigorosamente bianchi) e camicie dal collo piccolo tenute abbottonate fino all'ultimo bottone. Grandiosi gli accessori: le borse, come sempre le migliori in circolazione, sono delle bustine rigide, parallelepipedi schiacciati o bauletti a trapezio, matematici ma strepitosi nelle linee pure, senza fronzoli, essenziali. Maglioni con bande colorate stampate sul davanti a spina di pesce e pantaloni con inserti di pelle mood tayloring per uno stile da giorno androgino ed elegante. Phoebe Philo si riconferma una delle designer più interessanti del fashion system e con questa collezione, pulita e semplice, mantiene uno stile che volta dopo volta appare sempre più maturo. Un 9.

sabato 5 marzo 2011

Le pagelle: VIKTOR & ROLF FALL WINTER 2011 2012


Passo falso per Viktor & Rolf che questa volta tornano con evoluzioni scultoree riproposte con un ritmo ossessivo al limite del sopportabile. Creste ed origami caratterizzano ogni capo sulle spalle, sulle tasche, nei colli, con una triade cromatica che comprende solo ed esclusivamente rosso, bianco e nero.
La collezione è totalmente bloccata nell'artificio tecnico e quando sembra finalmente liberarsene, con un mood da soldato crociato e simboli pagani come la rosa, il concetto che la sostiene si palesa in tutta la sua debolezza: non si vede nient'altro che un'elevatissima destrezza tecnica sotto cui tutto scompare come sotto un vello impietoso. La suggestione diventa pornografia che rende ogni territorio sterile e vuoto specialmente quando ci si accorge che molti di quegli artifici erano già stati impiegati nella FW 2011.12. Peccato, una prova persa. Un 4 e mezzo.

Le pagelle: MUGLER FALL WINTER 2011 2012


Aberrante, imbarazzante più del sentir dire "Chi è andato in bagno e non ha scaricato?" ed essere poi guardati con sospetto. Formichetti si improvvisa designer e presenta il suo primo womenswear che dire prevedibile è veramente troppo poco... tutto fumo e niente arrosto, perchè l'arrosto Nicola non ha neanche lontanamente pensato di acquistarlo e il solo fumo che si vede in passerella è quello della sigaretta di Lady Gaga, sempre pronta a fare scena e ad essere usata come un'enorme toppa per riempire i vuoti di creatività che il giovane designer dimostra di avere. Dove sono i vestiti? A parte qualche spalla a pagoda, qualche elemento robotic di Rein Vollenga nascosto sotto una maglia trasparente e l'atmosfera da rehab per le vittime dell'ogm (e ovviamente neoprene, latex, pvc e silicone) cosa rimane? Una gran caciara dettata soprattutto da un'eccessiva convinzione, peggio di quella da me ostentata quando, vestito da vergine sposa suicida con abito realizzato a mano, parrucca rossa e Betty Flowers, ho spento una torta con 23 candeline di fronte a parenti ed amici. Della serie che ora mi sento meno solo. Troppo presto per giudicare ma da questa prova sembra chiaro che lo stylist è una cosa... il designer un'altra. Orrenda, profondamente imbarazzato do uno zero!

Le pagelle: ANTONIO BERARDI FALL WINTER 2011 2012


Elegante fino al midollo, un'opulenza trasversale che da architettonica diventa decorativa all'interno di un discorso che comincia da Goethe e termina in qualcosa di deliziosamente personale. Una demi couture, uno specchio che riflette l'estrema ricchezza della Drapers Hall dove i capi vengono fatti sfilare come perle di fiume messe in fila l'una dietro l'altra.
La giacca è completamente destrutturata, si apre sul davanti in un macro collo affilato e conserva elementi di feltro traforato sulle maniche o sul davanti, inoltre sembra essere come poggiata su un'anima interna, una seconda giacca che amplifica la grande stratificazione che caratterizza ogni outfit. La gonna ha origami sinuosi sul davanti e sul di dietro, una sorta di bavero oscillante sotto la falcata: sa di spugna di mare e di corallo. Con lo scorrere degli outfit l'architettura diventa decoro: la collezione è un cantiere aperto dove la struttura si lega perfettamente all'abbelimento, ad un accomodamento che trova pace nel pizzo stagnante sul seno, una finestra disegnata tutto intorno con brani di tessuto lamé verde ramarro e rosso ruggine brillante. Il pantalone sottile, aderente, incornicia uno stiletto a punta dal colore acceso e con multi cinturini firmato Manolo. Deliziosa, ha elementi che ricordano Pucci by Dundas e Scognamiglio rimanendo comunque personali e singolari. Una collezione altamente desiderabile: un 10.

Marni Spring Summer 2011... nel guardaroba di Moda in Segni

Hussein Chalayan Fall 2011 2012 Floating Dress

New Look Collage: Lanvin-The Row


Someone has kidnapped my cat


Hat, coat and bag: Lanvin FW 2011.12
Pants and shoes: The Row FW 2011.12

Le pagelle: LANVIN FALL WINTER 2011 2012


Diiin dooon...
Chi è?
L'esorciccia.
Prego, prego, entri pure, dia a me questa meravigliosa cappa.
E' questo l'antefatto di Lanvin FW 2011.12, con la sua sartorialità iniziale, disarmante, occulta, strutturata con capi importanti come cappe e cappotti geometrici, tirati con la squadra e indossati come un tetrapack. Austera, una rigidità intellettuale tipicamente maschile accelerata da mocassini bassi che rendono la figura ancora più androgina. Le proporzioni sono salde, equilibrate, essenziali, i capi iniziali assemblati come fogli di compensato sul corpo descrivono superfici aride, distese desolate di tessuto, scandito simmetricamente da zip a livello delle tasche quadrate, su cui l'occhio analitico può acquietarsi o essere rapito dalla superficie metallica di una giacca e di una tunica catrame.
Più prevedibile la seconda parte dove le arricciature elbaziane vengono ripetute all'infinito con goffrature di organza sui capi in maglia, nei vestiti di crepe di seta, sulle maniche sbuffanti e nei colli a corolla con fare colvuso: da esorcista ad indemoniata. Elementi nuovi il pizzo e la stampa floreale: la rosa tridimensionale negli accessori diventa un motivo che va a sfumare su un cocktail dress o il segno distintivo centrale, come in una T-shirt, di un tubino.
Sicuramente più interessante la prima parte, dove la sartorialità non lascia spazio a nient'altro se non a se stessa, la collezione con l'andare degli outfit sulla passerella perde di personalità andando a ripetere soluzioni che, se aiutano a livello commerciale, possono anche risultare quasi noiose. Un 8 e mezzo.

venerdì 4 marzo 2011

Le pagelle: RICK OWENS FALL WINTER 2011 2012


La monaca di Monza ha aperto un convento sulla linea gialla della metropolitana di Parigi: un pò di pane e un pò di Pater Noster, proporzioni da clausura per l'inverno rigido ed una serie di stratificazioni e lunghezze diverse la nuove regola monastica. Di notte sgattaiola fuori dal convento, ha addosso una cappa e un passamontagna, ai piedi stivali con arricciatura a fisarmonica: baratta il suo tempo notturno con una passeggiata immaginaria per le vie della città. Frusciante, è raccolta in un capospalla croccante scandito da inserti geometrici di pelle, si infila nei vicoli e, fagocitata dal buio, ricompare come una saetta col suo moto luminoso e fulmineo sull'orizzonte umidiccio, colloso, di uno scorcio di tenebra cittadina, sotto un lampione, pesante, poggiandosi ad un muro con una mano felpata dentro un guanto antracite che sale oltre il gomito e si apre in una corolla... poi sparisce nuovamente. Ma è sempre li che si ritrova al mattino, nella sua cella di cemento rappreso nell'aria consumata dalle sorelle appena sveglie, infila il suo copricapo di pelliccia (un collare che le incornicia il volto come una sfinge) sui suoi colori spenti... grigio, nero, blu notte incenerito... la sua giacca dalle spalle rotonde che disegnano due absidi appuntite sul perimetro delle sue spalle nascoste per poi rifugiarsi , in silenzio, in una moderna e personalissima preghiera. Un 8.

Lanvin Spring Summer 2011... nel guardaroba di Moda in Segni

giovedì 3 marzo 2011

New Look Collage: Balenciaga-Gabriele Colangelo-Alexander Wang


A stick of licorice

Jacket, sweater and bag: Balenciaga FW 2011.12
Dress: Gabriele Colangelo FW 2011.12
Boots: Alexander Wang FW 2011.12

Le pagelle: BALMAIN FALL WINTER 2011 2012


Ricoverato a gennaio per un esaurimento nervoso Decarnin termina la sua collezione tramite disposizioni impartite ai suoi collaboratori grazie all'uso di walkie talkie: la colelzione non sembra averne sofferto. La silhouette è sempre quella, gli outfit sembrano tirati su con una specie di gira la moda dove ciclicamente si alternano tessuti e decorazioni ma i capi son sempre quelli. Giacche corte tempestate di opulenze glam, metalliche, su T-shirt e canotte sdrucite, strappate di sbieco più che tagliate, a crudo, tenute su pants fascianti portati dentro boots stringati. Mini gli abiti, tunichette preziose che ricordano le ultime esperienze di Pucci e abbandonano lo slim per un volume, del tutto nuovo per Balmain, che cade naturale come una maxi T-Shirt, semplice e lineare, che si ferma dolce sulla coscia. Il resto è uno shining vario che percorre tutine strech decorate con motivi saetta geometrici, giacche d'oro laminato e salopette accennate (gonne e pants con bretelle) con un intento glamour che si ripresenta sempre nello stesso modo. In attesa che Decarnin finisca la sua cura ricostituente ci si chiede già se non sia il caso di un ulteriore cambio di direzione tanto che già saltano fuori i primi nomi: in pole position Angela Favolosa Cubista. Un 7.