
Messo alle strette Christian Lacroix produce le sue meraviglie. In tempo di crisi, si sa, ognuno da il meglio di se stesso per sopravvivere e questo si ripercuote anche su questa maison. Il ricamo, l'andatura spagnoleggiante che riprende la preziosità di alcune mantillas, un Pierrot haute couture l'anima di questa collezione nostalgica e malinconica come un clown quando si chiude un sipario. Il grigio, il nero, le trasparenze, vengono vivificati dall'oro e dalle argentature che come incenso santificano questo corpo-eglise eretto in passerella.
L'ultima couture colpisce nel segno, il cuore, come l'ultimo RTW, con un romanticismo che non lascia più spazio a quella confusione che ha ammorbato geneticamente il marchio da sempre.
Semplice, couture, questa donna è onnivora di pizzi, ricami, di oro, argento e cristalli, panini con la porchetta: la dieta dei sogni in questo ultimo lavoro è un incubo lontano e l'effetto di questo ultimo pasto non è più una fase indigesta ma una dimensione di altissima sacralità.
Mi ricredo su questa collezione e ritiro "la croix", la croce, che ci avevo posto sopra... la fortuna è dalla mia avendo deciso, coscientemente, di non postarla prima.
Un 7 nutrito dell'esperienza precedente del marchio, un applauso esulato da tutto il resto per questo ultimo lavoro.
se avesse fatto couture simili a queste sarebbe stato uno dei miei stilisti preferiti...peccato però, un pò mi dispiace ( l'abito da sposa però non si salva mai...HORENDOOOO! )
RispondiEliminaVero... concordo.. l'abito da sposa è un calcio nella pancia
RispondiElimina..BUENO
RispondiEliminaConcordo. Non di certo all'altezza delle mitiche sfilate da 9 di certi ultimi anni ( i collants !! i cappotti ! i cappelli ! il mood ! i colori ! i ricami ! insomma. ) pero di una malinconica intensità... Il 'martire' della crisi piu sgradevole da digerire. Perché Christian era de l'art pour l'art. Che tristezza !
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